Taranto Vecchia, l’isola dove il tempo racconta la città

Un viaggio tra duemilaottocento anni di storia, vicoli, palazzi, antiche chiese e tradizioni affacciate sui Due Mari. 

Un’isola, una città, mille storie

Esiste un luogo a Taranto in cui il tempo sembra aver lasciato tracce a ogni angolo. È la Città Vecchia, il cuore più antico della città, un’isola sospesa tra il Mar Grande e il Mar Piccolo, dove secoli di storia convivono in uno straordinario intreccio di pietra, mare e vita quotidiana.

Qui, tra stretti vicoli, scalinate consumate dal tempo, palazzi nobiliari e piccole piazze, si riconoscono ancora le testimonianze della Taranto greca, romana, bizantina e medievale.

La Città Vecchia non è soltanto un insieme di monumenti. È un luogo che conserva la memoria delle generazioni che l’hanno abitata: pescatori, artigiani, commercianti, religiosi e famiglie che hanno costruito, giorno dopo giorno, l’identità di Taranto.

Visitare l’isola significa attraversare questa memoria, scoprendo un patrimonio culturale che continua a vivere e a trasformarsi.

Dalla Taras greca alla città dei nostri giorni

Le origini della città affondano nella storia della Magna Grecia. Secondo la tradizione, Taranto venne fondata da coloni provenienti da Sparta alla fine dell’VIII secolo a.C., intorno al 706 a.C.

Con il nome di Taras, divenne una delle più importanti e ricche città greche del Mediterraneo occidentale.

L’attuale Città Vecchia occupa il luogo dell’antica acropoli, il centro religioso e monumentale della polis greca.

Dopo l’età greca e romana, Taranto attraversò secoli di trasformazioni. Un momento decisivo arrivò nel X secolo, quando la città, devastata durante le incursioni saracene, venne ricostruita sotto il dominio bizantino.

Fu allora che si consolidò l’impianto urbano medievale, fatto di vicoli stretti, abitazioni addossate e percorsi irregolari, ancora oggi riconoscibile passeggiando nell’isola.

Nei secoli successivi si aggiunsero chiese, conventi, palazzi aristocratici e fortificazioni, rendendo il centro storico un mosaico di epoche e stili architettonici.

Perché Taranto Vecchia è un’isola?

Una delle curiosità più interessanti riguarda proprio la conformazione geografica del centro storico.

La Città Vecchia non è sempre stata un’isola.

Originariamente era l’estremità di una penisola collegata alla terraferma. Per esigenze difensive venne scavato e successivamente ampliato un fossato, in particolare durante il periodo aragonese.

Nell’Ottocento, con la realizzazione del moderno Canale Navigabile, la separazione assunse le dimensioni attuali, permettendo il passaggio delle navi tra Mar Grande e Mar Piccolo.

Oggi l’isola è collegata alla terraferma attraverso due ponti: il Ponte Girevole, verso il Borgo Nuovo, e il Ponte di Pietra, verso Porta Napoli.

Quello che nacque da esigenze militari è diventato uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio urbano tarantino.

I luoghi da scoprire nella Città Vecchia

Il Castello Aragonese

Affacciato sul Canale Navigabile, il Castello Aragonese, conosciuto anche come Castel Sant’Angelo, è uno dei simboli di Taranto. Ricostruito tra il 1487 e il 1492, conserva testimonianze di precedenti fortificazioni medievali. Le sue torri raccontano l’importanza strategica della città nel Mediterraneo.

La Cattedrale di San Cataldo

Nel cuore di Via Duomo sorge la più antica cattedrale della Puglia. Attraverso la sua architettura si possono leggere i secoli: dalle strutture medievali alla facciata settecentesca, fino allo splendido Cappellone dedicato al santo patrono.

Le colonne del Tempio Dorico

In Piazza Castello si conservano due grandi colonne di un tempio greco risalente agli inizi del VI secolo a.C., tra i più antichi della Magna Grecia. Spesso chiamato Tempio di Poseidone, era in realtà probabilmente dedicato a una divinità femminile.

San Domenico Maggiore

Tra i luoghi più suggestivi del centro storico, la chiesa di San Domenico Maggiore domina il paesaggio con la sua facciata medievale, il portale ogivale e l’imponente scalinata barocca. È una testimonianza della Taranto religiosa e artistica.

Gli ipogei: la città nascosta

Sotto strade e palazzi si estende un patrimonio sotterraneo di ambienti scavati nella roccia e utilizzati in epoche diverse. Gli ipogei rivelano una Taranto nascosta, fatta di stratificazioni, luoghi di lavoro, depositi e testimonianze archeologiche.

I vicoli, le corti e l’anima quotidiana dell’isola

Per conoscere davvero Taranto Vecchia bisogna abbandonare per qualche momento le strade principali e lasciarsi guidare dalla curiosità.

Tra vicoli strettissimi, corti e passaggi improvvisi si scopre una città dal carattere profondamente mediterraneo, dove gli edifici sembrano cercare spazio uno accanto all’altro.

Le abitazioni raccontano una lunga storia di adattamento: case sopraelevate, cortili condivisi, antiche strutture inglobate in edifici successivi e piccoli dettagli architettonici che spesso passano inosservati.

Via Duomo attraversa l’isola seguendo un percorso storico di straordinaria importanza. Più in basso, Via di Mezzo e Via Cava conservano altre testimonianze dell’organizzazione urbana antica.

Passeggiare senza fretta è il modo migliore per cogliere il carattere di questi luoghi, ma anche per osservare le trasformazioni e gli interventi di recupero che stanno interessando il centro storico.

Cinque curiosità che forse non conosci su Taranto Vecchia

01. Il Ponte Girevole è più giovane di quanto sembri

Il primo ponte girevole fu inaugurato nel 1887. Quello attuale venne inaugurato nel 1958, dopo la sostituzione della struttura originaria.

02. Il Tempio di Poseidone potrebbe non essere di Poseidone

Il nome tradizionale è ancora diffusissimo, ma gli studi attribuiscono il tempio a una divinità femminile.

03. Sotto l’isola esiste un’altra città

Gli ambienti ipogei custodiscono tracce di attività e costruzioni di epoche differenti. Alcuni sono oggetto di progetti di recupero e valorizzazione.

04. Il Castello custodisce una moneta di Federico II

Durante esplorazioni archeologiche nella cripta della cappella di San Leonardo è stata rinvenuta una moneta del 1245, insieme a frammenti ceramici medievali.

05. Il mare entra anche nelle tradizioni religiose

Durante i festeggiamenti di maggio, la processione a mare di San Cataldo lega il culto del patrono all’identità marinara di Taranto.